domenica 5 novembre 2017

CUBA: parte 2 VIÑALES

Terzo giorno a Cuba, salutiamo mamita Mabel ed il nostro taxi collettivo prenotato tramite lei e' gia' giu' che ci attende puntuale a dispetto di cio' che ci avevano detto.
L'aria e' pesante,afosa,asfissiante,ma non avevamo ancora fatto i conti con quell'abitacolo.Praticamente con un miscuglio di liquidi corporali emanati da 13 corpi provenienti da tutta Europa,siamo riusciti a ricreare un habitat fatto di nuovi microorganismi poliglotti.
Ore 9,30 e vestiti gia' inzuppati. Fine della triste storia.
In realta' non avevamo ancora idea di cosa sarebbe accaduto durante le 4 ore di viaggio che ci attendevano. Oltre all'autista gia' incazzato(gli unici Cubani incazzati erano tassisti),c'erano anche 4 donzelle spagnole,con la quale abbiamo cercato di scambiare qualche parola. Bene,pensiamo,7 nel taxi,ok un po' strettini calcolando il caldo,pero' posso sopravvivere...peccato che dopo 2 minuti andremo a  raccattare altri due ragazzi,stavolta Olandesi che il tassista ha sistematicamente piazzato davanti con lui. Ok,non capisco pero' perche' nel retro,essendoci spazio, non abbia messo tutti i nostri zaini piuttosto che legarli alla buona come un'arrosto di lonza sul tetto.Poi ho capito. Altri due incroci ed il taxi si ferma di nuovo.Raccatta una coppia,lei inglese e lui spagnolo,molto carini(al momento),ci ripresentiamo tutti(loro ancora asciutti) e con il sorriso in faccia li accogliamo dicendogli "Bienvenidos all'infierno!"tra le risa generali , non so se abbiano capito cosa volessimo intendere,ma l'aria di quell'ormai stretto abitacolo si faceva sempre piu' pesante,i finestrini erano solo anteriormente rispetto a noi,inoltre non avevamo portiere, quindi,decentemente parlando,se ci fosse venuto un attacco di squaraus eravamo fregati.
Passano altri 5 minuti e si riferma.... NOOOOOOOOOOOOOOOO,non ci volevo credere!!! Sale un'altra coppia! In quel taxi scene dell'altro mondo,gente che ride,gente che suda,gente in preda ad un attacco di panico,gente che sbuffa,parolacce lanciate in qualsiasi idioma.
Il taxi e' pieno,ma questi sono talmente fulminati che avrebbero incastrato qualcun' altro,invece per fortuna imbocca la Carretera Central; che il viaggio abbia inizio.
Dopo quasi 3 ore durante il quale l'inglesina dietro a noi non ha chiuso bocca per un attimo sbraitando come una gallina,considerando che l'auto faceva piu' casino di un treno a vapore,e che ad ogni buca rischiavamo di rimanere con le chiappe per terra, fortunatamente ci fermiamo per una pausa,anche  perche' un viaggio con una macchina del genere ti fa risalire pure il cenone di capodanno 1993 . In realta' e' stato un pit stop un po' alla cubana,nel senso che casualmente,nonostante il deserto piu' assoluto,si ferma nell'unica fattoria nella quale fabbricano sigari scontatisssssimi!! In pratica era tutto calcolato,loro non ti obbligano a comprare niente pero' ti portano nel capannone e spiegano tutto il processo della produzione con vendita finale e guarda a caso hanno un mini bar dove puoi comprare caffe',il tutto sotto il sole cocente mentre due cani si accoppiavano tra le urla della povera ed inerme cagnetta....non vedevo l'ora di arrivare nella mia nuova casa e dimenticare questa mattinata!!
Interni dell'auto in radica chiavi in mano. PS consiglio vivamente di fare l'antitetanica
 Usciti dalla strada principale ecco finalmente la vera campagna Cubana,in giro solo cavalli e contadini,case fatiscenti ma visi sempre sorridenti,siamo arrivati a Vinales.
Come scopriremo ben presto, saremo sempre gli ultimi a scendere dalla macchina dopo aver prima accompagnato i nostri 57 compagni di viaggio!
Mentre l'ultima coppia di spagnole scendono ecco che arriva il nostro Yoel, e ci accompagna nella sua graziosissima casa rossa e bianca.
Ci da' il benvenuto porgendoci un bicchiere con una fresca spremuta di frutta(indovinate quale...) e ci fa vedere tutta la casa dandoci anche dei consigli su cio' che dovremmo vedere.In realta' ache se il tempo non e' dei migliori non ci tiriamo assolutamente indietro e per oggi visiteremo solo il centro che si puo' girare benissimo a piedi.

Di questo posto ho amato in assoluto la pace e la tranquillita',la serenita' delle persone,la terra rossa,i paesaggi dai toni verde smeraldo e comunque non dimentichiamo che questa e' la patria dei campi di tabacco,dove si trovano i migliori sigari di tutta Cuba.
Esploriamo il centro che si tratta poi di una lunga via(Salvador Cisneros) dalla quale si ramificano delle vie piu' piccole,da una parte troviamo piccoli negozi e ristoranti ,dall'altra stupende abitazioni con terrazzini e sedie a dondolo immerse in una terra rosso fuoco....insomma,la morte mia.

MUNICIPIO
FARMACIA
CHIESA NELL'UNICA PIAZZA DEL POSTO
STADIO
 Imboccando Calle Adela Norte ci inoltriamo nella parte piu' rurale della zona,tra le bellissime e colorate case arriviamo nell'aperta campagna(complimenti Erika per la scelta azzeccata delle scarpette bianche), e proseguendo per il sentiero meno abbattuto ci ritroviamo come per incanto,tra banani e campi di tabacco, davanti ad un fantastico bar disperso nel verde. Per i seguenti 45 minuti non ci muoveremo da qui.
Non so se finora io abbia mai visto un posto cosi' tranquillo che ti dia la sensazione di essere tornati indietro nel tempo,immersi nella natura e nei campi che i Campesinos coltivano e curano da generazioni.Il cugino di Yoel ce lo spiega la sera mentre si sorseggia Rum e si fumano sigari,felice e onorato di fare questo mestiere cosi' dignitoso ,mentre ci mostra le mani segnate dalla terra,il viso abbronzato e scarno ed una certa consapevolezza che quel lavoro sara' sempre suo finche' vivra' e gli dara' da vivere.C'e' una frase che non dimentichero' facilmente,durante un discorso nel quale ci spiega che finito l'embargo, gli Yankees(o come pronunciava lui "Ianki!") da quando hanno iniziato a bazzicare il loro paese hanno messo gli occhi sui lori terreni al cambio di proficue somme di denaro,be' ,alla nostra domanda" Siete d'accordo o no?" lui ci ha risposto "Piuttosto che darlo in mano a loro preferirei la morte!" e Giacinto,papa' di Yoel ,si gira confermandoci la risposta del nipote pronunciando orgoglioso "O socialismo o muerte!". Questo fa capire quanto questa gente sia attaccata alle loro radici ed al loro faticosissimo lavoro,e passando le serate nelle loro case chiacchierando con loro non potrete non innamorarvene ,ma soprattutto sono sempre piu' convinta di quanto sia meraviglioso viaggiare e conoscere nel profondo ogni popolo.

Il mattino dopo Giacinto si fa trovare come sempre fuori dalla nostra porta per salutarci e scambiare due parole,non sto neanche a dirvi quanto sia tenero questo uomo,ogni volta mi veniva male andarmene perche' discutere con lui,a volte ridendo per le parole non apprese e cercando di gesticolare per arrivarne ad una,ci faceva venire voglia di passare la giornata insieme,ma purtroppo il tempo e' alle strette ed oggi abbiamo un sacco di cose da vedere. Giacintuzzo ci accompagna alla porta e ci saluta sul terrazzino con la manina come se fossimo i nipotini al primo giorno di scuola,arriviamo in piazza e finalmente dopo 3 giorni riusciamo a comprare una tesserina Etecsa per poter salutare i nostri parenti confermando che siamo ancora vivi!
Proprio di fronte alla chiesa prendiamo il bus (che paghiamo direttamente li' al costo di 5 cuc) che ci fara' visitare tutti i punti salienti lontani dal centro che poi sono le maggiori attrazioni del posto.
La prima fermata sara' al Mirador Los Jazmines che da una piattaforma regala uno dei piu' bei panorami sulla vallata. Peccato che proprio qui, si realizzera' uno dei miei incubi peggiori...incontrare un ragno gigante dalle zampe pelose!!

Dopo aver perso 10 anni di vita ,conspaevole del fatto che non sarebbe stato sicuramente l'unico esemplare del posto,riprendiamo il bus(non dopo aver guardato sotto e tra i sedili,ok per ora nessun ragno)ed arriviamo alla cueva del indios con tanto di finta rappresentazione indios trappolozza per turisti,pero' devo dire che l'escursione e' stata piacevole,se nonche' abbia scoperto anche l'esistenza dei pipistrelli volanti a 2 cm dalla mia testa e dalla mia folta chioma!! :D
A parte gli scherzi la visita dura circa mezz'oretta,costa 5 cuc a testa,si entra nella grotta fino ad arrivare al punto di attracco dove si sale su una barchetta,piccolo giro durante il quale si possono ammirare le varie forme plasmate sulla roccia dall'acqua,poi si esce sempre con la barca dalla grotta,si scende dove si snodano bancarelle di souvenir.Certo ,molto turistico ma secondo me ne vale la pena soprattutto proprio per la vegetazione che la circonda e poi mi e' piaciuto molto anche il tragitto per arrivare fin qui. Nonostante la zona isolata ci sono due ristoranti e un bar alla buona dove poter fare uno spuntino.
Altra tappa e' stata al tanto nominato Mural de la prehistoria,che a me non ha per niente affascinato anche perche' di preistorico non ha una cippa visto che e' stato fatto nel 61,punti di vista....
Infine ,finito il tour con il bus percorriamo a piedi la parte piu' alta di Vinales,finita Calle Salvador Cisneros prendiamo la via sterrata prendendo come punto di riferimento Paladar Yuri & Nino - El campesino e poi la casa particular di Yuri el Joyero, da qui sarebbe meglio chiedere perche' e' in una zona nascosta,noi l'abbiamo scelta proprio per questo,poco pubblicizzata eppure piena di visitatori.
Nonostante l'arrivo a sorpresa ci accolgono molto bene e dopo 10 minuti durante il quale un affascinante cow boy cubano ci mostra dei galli da combattimento , ci sediamo insieme ad altre due ragazze israeliane (che sembrava fossero state costrette sotto minaccia tanto erano felici di essere li),ed un ragazzo carinissimo,Jesus il nome, ci spiega tutto il processo dalla coltivazione alla produzione dei sigari con tanto di assaggio. Il tutto e' gratuito solo alla fine si puo' decidere se comprare o no i sigari(presi 10,buonissimi).
La nostra giornata purtroppo volge al termine e dopo aver mangiato in un ristorante consigliato da Yoel(lui carinissimo ci ha accompagnato di persona, e che vi straconsiglio anch'io :"Los Narras"),diamo una sbirciata al Centro Cultural in piazza dove stanno ballando la salsa,stiamo li un pochino ma non essendo amanti del genere torniamo all'ovile per goderci un'altra bellissima serata con la nostra famiglia adottiva!
Il mattino dopo prima degli addii chiedo se posso fare una foto ricordo,e Giacinto,come se non avesse visto una macchina fotografica da parecchio tempo acconsente subito e si mette in posa manco fosse una foto per la carta d'identita' 😁 con le lacrime agli occhi li salutiamo e Giacinto con la voce rotta dall'emozione ci chiede se l'anno prossimo torneremo da lui...anche questa volta sti "maledetti" cubani sono riusciti a farmi piangere!!! Da lontano lo vedo ancora fuori da casa con la manina alzata che ci saluta finche' scompare completamente dalla vista...
NELLA PROSSIMA PUNTATA.....NUOVA TAPPA NUOVO TAXI!